Home

Articoli

Per un' Astrologia del Nuovo Millennio

Elix Nebula: l'occhio nel cielo...

Gli astrologi occidentali da lungo tempo hanno smesso di osservare il cielo.

L’interpretazione Tolemaica di una terra fissa al centro di un universo fisso ha portato (a causa della precessione degli equinozi) ad una discrepanza tale tra il cielo reale e quello immaginato dall’ astrologia occidentale da rendere l’osservazione delle stelle un’attivita’ incoerente con le effemeridi astrologiche; e ciò ha comprensibilmente relegato questa antica scienza tra le arti di superstizione.

Recentemente la divulgazione di altri sistemi astrologici -vedico, maya-, oltre a quello in uso nel mondo occidentale e la diffusione di maggiori informazioni riguardo la volta celeste dal punto di vista astronomico, hanno definitivamente sollevato tra il pubblico la questione relativa alla discrepanza tra il cielo reale (Zodiaco siderale) e quello simbolico usato dall’astrologia occidentale (Zodiaco tropico).

Nonostante la dogmatica resistenza che questa nuova visione dell'astrologia incontra, il dibattito e' aperto...

Questo spazio è dedicato agli articoli che trattano l'argomento.

Articoli in Italiano

Sotto un unico cielo, Paolo Bashir Ansaloni. *

Astrologia, segni o costellazioni? Differenze tra occidente e oriente, Gabriele Bertani

Astrologia Hindu: ritorno alla tradizione, Patrizia Grassi (parte)

Storia dello Zodiaco, Robert Powell

Per un' Astrologia del nuovo Millennio, Paolo Bashir Ansaloni

Lo Zodiaco Siderale (Introduzione), Manuele @ Isvaradas

Ricerche sullo Zodiaco Siderale, Rupert Gleadow

 

 

Articoli in Francese

L'Astrologie siderale; introduction historique, Marie Delclos

 

Articoli in Inglese

Sidereal vs Tropical Astrology , Winterhawk

From Pisces to Aquarius: The precession of the equinoxes, by Rick Roark

A Brief Overview of the Astrological Work of Cyril Fagan, by Ken Bowser

_________________________________________________________________________________

* L'articolo "Sotto un unico Cielo", oltre ad essere stato pubblicato originariamente su "Re Nudo" é stato liberamente riportato, parzialmente od integralmente, in altri Siti web o Blog.

Alle volte ne é nata una discussione o sono stati inviati commenti di dissenso o di approvazione.

Riporto di seguito uno dei commenti di dissenso tra i più vivaci e colgo l'occasione per rispondere punto per punto. Alcuni dei commenti di approvazione sono visibili nella pagina Contatti

 

Il 9 febbraio 2009 su www.wordpress.com Maurizio ha scritto:

Maurizio: Dissento nella maniera più assoluta sulla tesi sostenuta nell’articolo “Sotto un unico cielo”. L’argomento precessione degli equinozi e lo sfasamento tra segni zodiacali e costellazioni zodiacali, è un argomento solitamente usato dai detrattori dell’astrologia, mi meraviglio che venga usato da un astrologo, sebbene sideralista.

Bashir: Dovremmo dunque considerare gli astrologi indiani vedici, che rappresentano una delle più antiche tradizioni astrologiche, dei detrattori dell’Astrologia poiché da millenni usano uno Zodiaco siderale? Assurdo.
Anche l'astrologia siderale occidentale, diversa nel metodo da quella vedica (pur basandosi anch’essa sulle Costellazioni reali piuttosto che sul ciclo stagionale - tropicale), ha avuto una propria importante linea di sviluppo, di ricerca e di scuola che non è certo possibile riportare in poco spazio.
Posso solo ricordare alcuni degli Astrologi sideralisti di fama internazionale, non più viventi, che hanno contribuito ad una visione dell’Astrologia più aperta e più vicina al Cielo, quali: Cyril Fagan, A.H. Blackwell, Donald Bradley (alias Garth Allen), Paul and Joanne Clancy, Gary Duncan, Alexander Marr.
Potremmo anche considerare la moltitudine di astrologi sideralisti tuttora viventi…. incluso lo scrivente.
Considerarci quali detrattori dell’Astrologia, in quanto sideralisti, è assolutamente senza senso ed al limite del ridicolo.

Maurizio: No, non è assolutamente vero che il sistema di riferimento usato dall’astrologia tropicale sia “simbolico”…

Bashir: In verità il termine “Cielo simbolico” è usato proprio dagli astrologi tropicalisti in generale, alcuni preferiscono addirittura l’espressione “Cielo interiore”, per giustamente distinguerlo dal Cielo reale.

Maurizio:… così come non è vero che:
“Nel II sec d.C. Tolomeo perfezionò il lavoro definendo il solstizio di primavera con l’ingresso del Sole nella costellazione dell’Ariete… come correttamente avveniva alla sua epoca, eccedendo però (se mi permettete l’espressione) nel volerlo fisso per l’eternità!”.
Tolomeo, non ha definito l’equinozio di primavera riferendolo all’ingresso del Sole nella costellazione dell’Ariete.
Perché il sistema delle costellazioni zodiacali e quello dei segni zodiacali sono indipendenti, oggi così come lo erano ai tempi di Tolomeo e di Ipparco.

Bashir: Allora perché mai Tolomeo ha usato il nome della Costellazione (Ariete) nella quale entrava il Sole all’equinozio di primavera alla sua epoca. Era evidentemente una considerazione basata sull’osservazione astronomica e riferita al cielo reale, quindi originariamente siderale.
Inoltre dove sono finiti i Babilonesi, gli Egiziani, gli Indiani vedici, i Maya … Queste civiltà usavano un sistema siderale.

Maurizio: Il segno dell’Ariete inizia con l’equinozio di primavera, e questo fenomeno non dipende da nessuna costellazione, perché si tratta di un fenomeno locale, ossia interno al sistema solare.

Bashir: Così era 2000 anni fa….all’equinozio di primavera il Sole entrava nella Costellazione dell’Ariete e molti credono che avvenga ancora oggi, ma in realtà, per via della precessione degli equinozi, si trova ad essere a 5° gradi nella Costellazione dei Pesci, ormai vicino alla Costellazione dell’Aquario.
Il fenomeno della precessione era noto agli Indiani vedici ed agli Egiziani, anche ad Ipparco, ma fu negato da Tolomeo e di conseguenza ignorato da tutta la cultura tardo ellenica e cristiana medioevale fino a Keplero.

Maurizio: Nel giorno in cui l’asse terrestre forma esattamente un angolo di 90° gradi con la retta che congiunge il centro cella Terra al centro del Sole, inizia il segno dell’Ariete.
Questo fenomeno è del tutto indipendente dalle stelle che si trovano in quel giorno alle “spalle” del Sole.
Non c’è un sistema reale contrapposto ad un sistema simbolico, ci sono due sistemi di riferimento basati su cose diverse.

Bashir: Su questo punto concordo, vi sono due sistemi di riferimento. Bene, accettiamo allora i due sistemi: se non è sbagliato il tropicale perché dovrebbe essere sbagliato il siderale? Perché allora non sperimentarlo nella pratica astrologica, come fanno da 5000 anni i vedici, prima di giungere a conclusioni categoriche e rifiuti definitivi? Provare per credere!

Maurizio: Il sistema di riferimento usato dall’astrologia occidentale è lo stesso usato dagli astronomi della NASA.
Le coordinate con cui gli astronomi definiscono la posizione delle stelle sono, infatti, basate sul punto vernale, ossia proprio sul punto in cui si vede il Sole il giorno dell’equinozio di primavera, il punto che inizia il segno dell’Ariete.
E’ possibile calcolare il tema natale direttamente sul sito della NASA, perché non c’è proprio nulla di sbagliato nello zodiaco tropico.

Bashir: Questo ha poco a che vedere con le Stelle, le Costellazioni e lo Zodiaco celeste, ciò che descrivi è solo un sistema pratico, usato per puntare i telescopi, in quanto si cerca un riferimento ad un punto apparentemente fisso nel tempo in un Universo in continuo cambiamento.
Lo Zodiaco è storicamente nato dall’osservazione del Cielo stellato e non dal ciclo delle stagioni, o vogliamo negare anche questo?
Ironicamente proprio alla NASA troveremmo i più accaniti detrattori dell’Astrologia…

Maurizio: Lasciate che siano gli scettici del CICAP a parlare di zodiaci sbagliati e di sciocchezze del genere.
Non c’è nulla di simbolico o di metafisico nella definizione di segno zodiacale, perché la definizione di segno zodiacale è astronomica.

Bashir: La definizione di “sciocchezza” relativa allo Zodiaco siderale non è degna di commento, per il resto ripeto: la maggioranza degli astrologi vissuti su questo pianeta nel corso dei millenni ha usato un sistema siderale; bisognerebbe andarlo a dire a quelli del CICAP, che così perderebbero uno dei loro principali argomenti contro l’Astrologia!
Solo da quando si è cominciato a confondere le stagioni col nome delle Costellazioni che ad esse corrispondevano nel II sec dell’era moderna, e che ora più non corrispondono, gli astrologi hanno veramente porto il fianco agli attacchi di una scienza scettica e meccanicistica.
Inoltre sarebbe più corretto affermare che la definizione del Segno zodiacale è riferita all’orbitare della Terra attorno al Sole (in questo senso fa parte del campo dell’Astronomia). Definizione che, se limitata a ciò, non ha più nulla a che vedere con gli astri a cui dobbiamo l’origine delle parole Astronomia ed Astrologia...

Maurizio: I segni zodiacali, sono le 12 partizioni di 30° gradi ciascuno dell’eclittica, contate a partire dal punto vernale.

Bashir: Questo è un dato di fatto, ma proviamo a chiamarli con un altro nome…. Non con quello di una Costellazione spostata di 25°! O semplicemente per comporre la carta celeste riallineiamo i calcoli al Cielo reale e parliamo di Costellazioni e non di stagioni (Segni).

Maurizio: C’è un fenomeno molto evidente che dipende dal passaggio del Sole attraverso i segni zodiacali, che è l’alternarsi delle stagioni.
L’astrologia occidentale afferma semplicemente che oltre a questi effetti molto evidenti che derivano dal passaggio del Sole nello zodiaco, ci sono anche altri effetti, forse meno evidenti, ma pur sempre operanti.

Bashir: Le stagioni come considerate dall’Astrologia tropicale tolemaica valgono solo per la zona temperata dell’emisfero settentrionale… cosa dire di quello meridionale e della zona equatoriale e di quelle artiche?
Il sole passa in verità per lo Zodiaco stellare che è correttamente orientato rispetto la Galassia, dalla quale giungono reali e potenti onde di energia che avvolgono tutto il Pianeta indipendentemente dai cicli stagionali.
Insomma vogliamo continuare a chiamarla Astrologia o preferiamo chiamarla Stagionelogia?