Astrologia, segni o costellazioni?
Differenze tra occidente e oriente
by Gabriele Bertani
Chi conosce l'Astrologia
sa che esistono due differenti sistemi di riferimento zodiacali detti
rispettivamente Zodiaco Siderale e Zodiaco Tropicale. Il primo si riferisce
alle 12 costellazioni situate sull'eclittica che possiamo vedere nel
cielo e che riproducono grossomodo le figure dalle quali prendono il
nome (Ariete, Toro, Gemelli etc); il secondo rappresenta invece la suddivisione
dell'eclittica in 12 parti uguali partendo non da una costellazione,
ma dal cosiddetto Punto Vernale vale a dire il punto equinoziale di
primavera (emisfero nord) o di autunno (emisfero sud). Questi 12 settori
dello Zodiaco Tropicale prendono gli stessi nomi delle costellazioni
siderali, anche se, a causa dell'oscillazione dell'asse terrestre e
della conseguente precessione degli equinozi, i suddetti settori non
corrispondono più alle costellazioni omonime come invece accadeva
ai tempi di Tolomeo, padre dell'astrologia come la conosciamo oggi.
Questo fa sì che, in molti casi, chi nasce oggi sotto un certo
segno zodiacale tropicale abbia il Sole non nella costellazione omonima,
ma in quella immediatamente precedente. Da qui nasce la controversia,
tuttora in atto, tra chi ritiene giusto utilizzare il riferimento tropicale
e chi invece preferisce quello siderale. Si tratta di una controversia
non da poco, perchè chi è definito Ariete dall'astrologia
tropicale può in molti casi essere invece un Pesci per l'astrologia
siderale, e tra due segni contigui ci sono differenze abissali. Nel
nostro Occidente i sostenitori del riferimento tropicale sono la stragrande
maggioranza, e quindi in generale i segni zodiacali di cui sentiamo
parlare normalmente sono quelli tropicali. Ma in India, ad esempio,
non è così in quanto il riferimento dell'astrologia vedica
indiana è lo zodiaco siderale. La cosa curiosa è che,
come chiunque può verificare dandosi la pena di studiare seriamente
la materia, sia l'astrologia occidentale che quella indiana funzionano
benissimo, pur avendo come riferimento due sistemi ben diversi. La nostra
mentalità analitica e separativa tipicamente occidentale ci porterebbe
a pensare che, se un sistema è giusto, l'altro deve essere sbagliato,
e da qui nascono le controversie. Ma se allarghiamo i nostri orizzonti
e diamo spazio a un modo di vedere le cose più omnicomprensivo,
possiamo capire che entrambi i sistemi possono essere giusti, si tratta
solo di capire a cosa si riferiscono esattamente in rapporto all'uomo
e alla sua vita. Tra l'uomo occidentale e quello orientale esistono
importanti differenze: mentre il primo è estremamente razionale,
analitico e fortemente incentrato sull'attività mentale, il secondo
è più intuitivo, sensitivo e incentrato più sull'attività
dell'anima che su quella della mente. Utilizzando i riferimenti astrologici,
potremmo dire che l'occidentale è più "solare"
mentre l'orientale è più "lunare". Non è
un caso, infatti, che l'astrologia vedica indiana consideri la Luna
come fattore di primaria importanza, al contrario di quella occidentale
che mette al primo posto il Sole. Allo stesso modo, possiamo ragionevolmente
pensare che lo zodiaco tropicale, in quanto si basa su riferimenti terrestri
come i punti equinoziali e solstiziali, ci dia indicazioni sull'uomo
e la sua vita dal punto di vista della coscienza razionale e dell'esperienza
pratica sulla Terra, mentre quello siderale, basato su punti di riferimento
celesti, ci parli invece dell'esperienza dell'anima e delle sue aspirazioni
spirituali. Ognuna delle due tecniche, dunque, prende giustamente come
riferimento principale il sistema che è maggiormente affine alle
peculiarità del popolo cui è destinata. Dobbiamo per questo
pensare che l'astrologia occidentale sia carente sotto il profilo delle
indicazioni sulla vita interiore animica? No, perchè a questa
apparente mancanza poniamo rimedio utilizzando i tre pianeti trans-saturniani
Urano, Nettuno e Plutone, di cui l'astrologia vedica non fa invece uso.
I tre trans-saturniani, infatti, nella nostra astrologia rappresentano
qualcosa che va al di là dei limiti imposti dalla realtà
tangibile ai sensi ordinari e va a pescare nell'inconscio, nell'animico
e nello spirituale. L'astrologia vedica è ugualmente equilibrata
proprio perchè non utilizza i trans-saturniani, se lo facesse
sarebbe troppo sbilanciata sull'animico e risulterebbe inefficace nell'indagare
gli aspetti pratici e concreti. E' proprio non utilizzando i tre pianeti
più lenti e invisibili che l'astrologia indiana si mantiene ben
ancorata a terra, pur avendo come principale riferimento l'interiorità
e la vita animica. Tutto questo spiega perchè, nonostante utilizzino
due sistemi di riferimento apparentemente incompatibili, sia le tecniche
occidentali che quelle orientali si dimostrano pienamente efficaci ed
equilibrate. Rivolgendo uno sguardo al passato, notiamo come anche nell'Occidente
antico si facesse uso di tecniche valide, in quanto si utilizzava il
sistema tropicale ma al tempo stesso si attribuiva grande importanza
anche alle stelle fisse, che sono invece riferimenti siderali. In futuro
credo che le controversie tra "tropicalisti" e "sideralisti"
dovranno prima o poi finire, in quanto,secondo il piano evolutivo rivelatoci
dai maestri esoterici, l'attuale estremismo iper-analitico dell'uomo
d'Occidente verrà riequilibrato gradualmente dallo svilupparsi
di nuove facoltà intuitive e più omnicomprensive. Forse
la futura astrologia sarà al tempo stesso siderale e tropicale,
e sarà in grado di integrare armoniosamente due sistemi che molti
ritengono oggi incompatibili. |
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