Lungo l'intera tradizione astrologica,
dai primi rudimentali oroscopi dei Babilonesi al successivo sviluppo
dell'astrologia da parte dei Greci fino al giorno d'oggi, i segni
zodiacali hanno sempre assunto un ruolo di grandissima rilevanza.
In astronomia lo Zodiaco rappresenta la base fondamentale per la misurazione
dei movimenti dei pianeti. In astrologia le influenze dei pianeti
nei confronti degli uomini e della terra cambiano a seconda del segno
zodiacale in cui transita il pianeta nel suo viaggio attraverso lo
zodiaco. Il problema da chiarire e' pero' questo: che cosa intendiamo
noi per Zodiaco e come si e' arrivati a definire i vari segni? Si
tratta di domande importantissime, perche' oggi in astrologia esistono
due definizioni dello zodiaco ben diverse tra loro: tropico e siderale.
Prenderemo qui in esame la definizione dei due Zodiaci e dei relativi
segni, la loro storia e le relazioni reciproche. I due Zodiaci verranno
anche messi a confronto con lo Zodiaco astronomico, basato su costellazioni
di estensione diversa.
Le origini babilonesi dello Zodiaco siderale
Il piu' antico dei due Zodiaci e' quello siderale. Esso consiste in
una suddivisione della fascia zodiacale in 12 segni uguali, di 30°
ciascuno, che si trovano in una particolare relazione con alcune stelle
fisse. Fu definito nel periodo compreso tra il sesto e quinto secolo
a.C. dagli astronomi babilonesi. Veniva usato per la redazione di
oroscopi, come e' stato dimostrato dall'esame di oroscopi in scrittura
cuneiforme trovati negli scavi di Babilonia ed Uruk.
Lo Zodiaco siderale puo' considerarsi «naturale», nel
senso che i movimenti dei pianeti possono venir osservati direttamente
ogni notte grazie alla fascia di stelle fisse dello Zodiaco. Dal momento
che l'osservazione dei pianeti in relazione alle stelle fisse rivestiva
un ruolo importante nella cultura babilonese, non stupisce il fatto
che gli astronomi babilonesi col passare del tempo abbiano suddiviso
la fascia zodiacale nel modo che ritenevano piu' sensato, definendo
cosi' lo Zodiaco siderale, per descrivere i movimenti dei pianeti.
Lo Zodiaco siderale divenne allora la base dell'astronomia e astrologia
babilonese.
Durante i tempi piu' antichi dell'osservazione astronomica gli astronomi
babilonesi iniziarono a descrivere determinate stelle fisse che nel
cerchio zodiacale attiravano l'attenzione, indicandole come «stelle
reggenti». Veniva indicato se un pianeta si trovava ad occidente
oppure ad oriente di una «stella reggente» e se al di
sotto o al di sopra di questa. Le «stelle reggenti» vennero
cosi' a costituire dei punti di riferimento per il movimento dei pianeti
nello zodiaco. Le «stelle reggenti» piu' importanti sono
le cinque piu' grandi: Aldebaran (1.06), Polluce (1.21), Regolo (1.34),
Spica (1.21) e Antares (1.22). Aldebaran, la piu' luminosa tra queste
stelle, e' la stella centrale della costellazione del Toro, e indica
l'occhio del toro. Polluce si trova nei Gemelli, insieme alla vicina
stella chiamata Castore, e formano le due teste dei Gemelli. Regolo
si trova in Leone, nella posizione del cuore. Spica si trova nella
Vergine, e indica le spighe tenute dalla stessa Vergine. Infine Antares
e' la stella centrale dello Scorpione, il cuore dello Scorpione.
Nel corso dell'evoluzione dell'osservazione astronomica babilonese
ad un certo punto capito' di osservare che il sorgere di Antares coincideva
con il tramonto di Aldebaran, e viceversa il tramonto di Antares con
il sorgere di Aldebaran. A queste due vistose «stelle reggenti»
venne percio' attribuito un significato particolare, ciascuna di loro
e' situata al centro della relativa costellazione ed esse dividono
esattamente in due parti la fascia delle stelle fisse dello Zodiaco
quasi esattamente di fronte. A causa di questa particolare posizione
le due stelle divennero i piu' importanti punti di riferimento dello
Zodiaco siderale. Lo Zodiaco venne diviso in 12 parti, o segni, estesi
ciascuno per 30° in modo che Aldebaran si trova al centro del
Toro, e Antares al centro dello Scorpione. Ma rimane aperta la domanda:
perche' prevalse la suddivisione in 12 segni e non un'altra?
L'origine babilonese dello Zodiaco e' dimostrata dal fatto che la
maggior parte dei nomi greci per le costellazioni dello Zodiaco sono
traduzioni o modifiche del corrispondente nome babilonese. Le piu'
antiche citazioni di questi nomi le troviamo in alcuni astrolabi babilonesi,
che risalgono ad un periodo anteriore al 1000 a.C., che riportano
i nomi di «grandi Gemelli», «Leone», «Bilancia».
Una lista completa delle costellazioni dello Zodiaco la troviamo nelle
tavole mul-APIN, la piu' antica delle quali porta la data del 687
a.C. ma che probabilmente risalgono con precedenti versioni fino al
1000 ca. a.C. Simboli rappresentanti alcune costellazioni zodiacali
li troviamo riportati su delle pietre di confine risalenti al periodo
di regno di Nabucodonosor l. (1124 - 1103 a.C.) e nel periodo persiano
(538-331 a.C.); sono le espressioni babilonesi dei simboli dell'iconografia
zodiacale greca, a noi piu' nota, ed erano molto diffusi. In un testo
risalente agli anni 475 - 457 a.C. viene indicata la suddivisione
delle costellazioni zodiacaliin 12 settori di 30° ciascuno, e'
il primo documento storico relativo allo Zodiaco siderale in una forma
matematicamente definita. Dobbiamo pero' ritornare alla primitiva
domanda: per quale motivo gli astronomi babilonesi del sesto o quinto
secolo a.C. hanno suddiviso in questo modo lo Zodiaco?
La ricostruzione dello Zodiaco siderale
Il prof. Van der Waerden afferma nel suo saggio sulla «Storia
dello Zodiaco»: «Ci sono 12 segni perche' nell'anno schematico
mul-APIN c'erano 12 mesi. 1 segni erano della stessa lunghezza per
contenere mesi della stessa durata. Sono stati divisi in 30 gradi
perche' i mesi erano divisi ciascuno in 30 giorni. Nel sesto secolo
a.C., o all'inizio del quinto, quando la suddivisione della fascia
zodiacale seguiva l'ordine delle «stelle normali» esisteva
quindi gia' una schematica divisione del calendario in 12 mesi, ciascuno
dei quali comprendeva 30 giorni, e la suddivisione dello Zodiaco era
avvenuta in analogia con essa. Questo schematico calendario ci e'
noto, grazie al testo mul-APIN, schematico in quanto l'anno consta
in effetti di 365 giorni e non di 360, che risultano invece dalla
somma di 12 mesi di 30 giorni ciascuno. Il calendario mul-APIN e'
una specie di calendario idealizzato.
Una volta accettata l'idea della suddivisione della fascia zodiacale
analoga alla suddivisione schematica dell'anno, restava solo piu'
il problema di distribuire i 12 segni in modo da riferirli alle stelle
reggenti che formano lo Zodiaco. In proposito ebbero un ruolo decisivo
le stelle Aldebaran e Antares per la loro collocazione al centro della
loro costellazione e per la loro posizione perfettamente opposta nello
Zodiaco. Per questo motivo le due stelle Aldebaran e Antares costituiscono
l'asse di riferimento dello Zodiaco siderale al centro di Toro e Scorpione.
Dopo aver assegnato ad Aldebaran e ad Antares la posizione prevista
nello zodiaco siderale di 15° Toro e 15° Scorpione, potevano
infatti venir determinate le posizioni delle altre stelle, calcolando
la loro distanza dall'asse Aldebaran/Antares.
Grazie a questo asse di riferimento
possiamo ricostruire lo Zodiaco siderale dei Babilonesi. Ad esempio
Polluce, cioe' la testa del Gemello orientale, si trova a 28,5°
Gemelli; Regolo, il cuore del Leone, a 5° Leone; Spica, che con
le sue spighe segna la fine della costellazione della Vergine, e'
situata a 29° Vergine. Kiffa Australe e Boreale, che formano il
piatto sud e quello nord della Bilancia, si trovano a 20°e 25°
della Bilancia. Il frammento babilonese che riporta un elenco di stelle,
da ricondurre probabilmente al quarto secolo a.C., indica la posizione
di Kiffa Australe e Boreale a 20° e 25° Bilancia, dimostrando
che la nostra ricostruzione dello Zodiaco siderale e' esatta. (v.
fig. 2).
La scomparsa dello Zodiaco siderale
Il primo uso documentato dello Zodiaco siderale nell'astronomia babilonese,
con 12 segni di 30° definiti in relazione alle stelle fisse, risale
al quinto secolo a.C. È riportata dalle tavolette con scrittura
cuneiforme che registrano le eclissi di sole negli anni mpresi tra
il 475 e il 457 a.C. e la relativa posizione nello Zodiaco.
Lo Zodiaco siderale: Aldebaran
sorge ad Oriente mentre Antares tramonta ad Occidente
Da allora lo Zodiaco usato nell'astronomia e astrologia babilonese
continuo' ad essere utilizzato, fino agli inizi dell'eta' cristiana.
Diversi astrologi greci conoscevano lo Zodiaco siderale, come e' dimostrato
dai seguenti esempi che risalgono a testi greci. Cleomede dice nella
sua opera "De motu circulari corporum caelestium" che esistono
due stelle chiare per le quali il sorgere dell'una coincide con il
tramonto dell'altra: Aldebaran nello Scorpione e Antares nel Toro,
entrambe a 15° del segno.
La posizione esattamente opposta di Aldebaran e Antares, rispettivamente
a 15° Toro e a 15° Scorpione, viene anche citata in un testo
greco indicato come di anonimo dell’anno 379.
L'astrologo greco Hephaestio di Tebe (quarto secolo d.C.) indica a
sua volta la posizione di Aldebaran a 15° Toro. Si dimostra cosi'
che la conoscenza dello Zodiaco siderale passo' dai babilonesi ai
greci e che ci sono stati astrologi greci che ne hanno fatto uso fino
al quarto secolo d.C. In seguito pero' lo Zodiaco siderale non fu
piu' usato in Occidente. (La sua riscoperta nel ventesimo secolo verra'
analizzata piu' avanti).
Il calendario delle stagioni
di Eudemone, con 12 mesi di uguale durata
La scomparsa dello Zodiaco siderale dall'astrologia occidentale non
puo' unicamente venir attribuita al tramonto della civilta' babilonese,
in quanto, come detto in precedenza, c'erano astrologi di Greci'a
che conoscevano la dottrina babilonese e che facevano uso nel loro
lavoro astrologico dello Zodiaco siderale. Anche astrologi egiziani,
soprattutto ad Alessandria, che divento' il centro dello sviluppo
dell'astrologia greca, (per l'influenza dell'astrologia babilonese
dopo la conquista di Babilonia da parte di Alessandro Magno nel 331
a.C.), utilizzavano lo Zodiaco siderale.
Lo Zodiaco tropico
In opposizione allo Zodiaco siderale, nato a Babilonia, lo Zodiaco
tropico venne calcolato e sviluppato dai Greci. Precisamente fu l'astronomo
greco Ipparco (secondo secolo a.C.) a fornire la prima definizione
dello Zodiaco tropico. Egli sviluppo' il suo Zodiaco, proprio come
i Babilonesi avevano fatto con quello siderale, in analogia ad un
calendario preesistente.
Il calendario utilizzato da Ipparco come modello per definire lo Zodiaco
tropico risaliva aIl'astronomo greco Eudemone di Atene (5° sec.
a.C.), e consisteva di 12 mesi solari, determinati in relazione alle
4 stagioni, agli equinozi e ai solstizi. Nel calendario di Eudemone
i mesi avevano le denominazioni corrispondenti a quelle usate a Babilonia
per i segni zodiacali. Cosi' il mese solare successivo all'equinozio
di primavera venne da Eudemone attribuito all'Ariete, e quello estivo,
che segue al solstizio estivo, al Cancro, mentre il mese che seguiva
l'equinozio d'autunno era il mese della Bilancia e quello che iniziava
col solstizio d'inverno era attribuito al Capricorno. Gli altri mesi
vennero calcolati suddividendo i giorni in gruppi di 30 o 31 per ogni
mese (v. fig. 2). Il calendario delle stagioni di Eudemone comprendeva
12 mesi indicati come Ariete, Toro, Gemelli, Cancro, ecc. in maniera
tale che i primi tre mesi, tra l'equinozio di primavera, coincidevano
con la primavera, mentre i tre successivi, dal solstizio d'estate
all'equinozio d'autunno, con l'estate, ed il terzo gruppo, dall'equinozio
d'autunno al solstizio d'inverno, all'autunno, mentre gli ultimi tre
mesi tra il sosltizio d'inverno e l'equinozio di primavera corrispondevano
all'inverno.
Il calendario delle stagioni di Eudemone
serviva all'astronomia greca come base per la suddivisione dell'eclittica
che noi conosciamo con il nome di zodiaco tropico. Il percorso (apparente)
del sole sullo sfondo delle stelle fisse si chiama eclittica in quanto
su di esso sono situati i punti in cui si puo' verificare un'eclissi.
Eclissi di sole si verificano solo lungo l'ecli'ttica, quelle di luna
soltanto se la luna si trova lungo l'eclittica o nelle vicinanze di
questa. Una differenza fondamentale del punto di osservazione tra
l'astronomia babilonese e quella greca consiste nel fatto che lo zodiaco
tropico e' una suddivisione dell'eclittica, mentre quello siderale
una suddivisione dello zodiaco. I babilonesi infatti osservavano la
fascia zodiacale, lungo la quale si muovono il sole, la luna e i pianeti.
Invece i greci osservavano soprattutto il cammino del sole, che segue
la linea mediana della fascia zodi'acale, indicata come eclittica.
L'eclittica venne dunque usata da
Ipparco come cornice per la suddivisione dello zodiaco. Riferendosi
all'eclittica egli defini' lo zodiaco tropico basandosi sul calendario
delle stagioni di Eudemone, e quindi trasformo' una misurazione del
tempo in una struttura spaziale. Ad esempio il calendario di Eudemone
inizia con l'equinozio di primavera. Ipparco prese la posizione del
sole lungo l'eclittica nel momento dell'equinozio di primavera e stabili'
un punto fisso sull'eclittica (noto come «punto vernale»)Partendo
da questo punto lo zodiaco tropico si definisce suddividendo il cerchio
dell'eclittica in 12 segmenti di uguale estensione, 30° il primo
dei quali e' chiamato segno dell'Ariete, il secondo del Toro, ecc.
Si tratta di una suddivisione che
corrisponde esattamente al calendario di Eudemone, ma nella quale
i settori non hanno piu' riferimento al tempo, cioe' non sono messi
in relazione ai 12 mesi, ma diventano sezioni di spazio, cioe' segmenti
di 30° ciascuno. I giorni scelti come «giorni di riferimento»
nel calendario di Eudemone, e cioe' l'equinozio di primavera, il solstizio
d'estate, l'equinozio d'autunno, il solstizio d'inverno, diventano
nello zodiaco tropico dei «punti» di riferimento, e cioe'
il punto d'inizio della primavera, dell'estate, dell'autunno e dell'inverno,
situati sull'eclittica a 90° di distanza l'uno dall'altro.
Se si confrontano le definizioni
di zodiaco siderale e zodiaco tropico, si potra' notare che si ricollegano
a due diverse «realta'». Lo zodiaco siderale suddivide
il cosmo che ci circonda, come si presenta nelle configurazioni delle
stelle che formano la fascia zodiacale - in 12 settori, o segni, uguali.
Questa divisione si fonda quindi su strutture visibili dall'esterno,
dove l'asse tra Aldebaran e Antares divide il cosmo in due meta'.
Lo zodiaco tropico, anche se Ipparco
ne ha definito i caratteri spaziali, e' invece propriamente una protezione
di una realta' temporale nello spazio, cioe' del circolo delle stagioni
descritto da Eudemone nel suo calendario. La realta' su cui si basa
lo zodiaco tropico e' il fenomeno del succedersi delle stagioni. Lo
zodiaco tropico e quello siderale, sebbene si suddividano entrambi
in 12 settori di 30° ciascuno, differiscono in quanto fanno riferimento
uno ad una realta' temporale e l'altro ad una realta' spaziale.
L'influenza di Tolomeo
Lo zodiaco tropico introdotto da Ipparco nell'astronomia greca divenne
una cornice di riferimento per la misurazione e il calcolo dei movimenti
del sole, della luna e dei pianeti. Col passare del tempo gli astrologi
di Grecia iniziarono a farne uso, mentre altri.astrologi di Grecia
e d'Egitto continuavano ad usare lo zodiaco siderale. Una svolta si
ebbe nel secondo secolo con l'astronomo grecoClaudio Tolomeo, vissuto
ad Alessandria. Tolomeo sviluppo' ulteriormente la tradizione astronomica
di Ipparco ed elaboro' cosi' il piu' ampio sistema astronomico dell'antichita'.
Il suo libro, l'Almagesto, che presenta la sua teoria, divenne il
testo di astronomia piu' importante dell'antichita'. Esso conteneva
precisi parametri per la misurazione della longitudine di' Sole, Luna
e pianeti. Dal momento che Tolomeo, come seguace di Ipparco, fece
uso dello zodiaco tropico, ne consegui' che tutto il successivo sviluppo
dell'astronomia in Occidente, che si fondava sul sistema tolemaico,
utilizzo' lo zodiaco tropico.
Di colpo quindi Tolomeo con il suo libro sull'astronomia rese lo zodiaco
tropico il principio di riferimento astronomico generalmente accettato,
e conseguentemente nel volgere di due secoli dalla sua morte lo zodiaco
siderale non venne piu' utilizzato in occidente. Tale evoluzione venne
ulteriormente consolidata dal fatto che Tolomeo, oltre al citato Almagesto,
scrisse ancora un libro di astrologia, il Tetrabiblos, anch'esso basato
sullo zodiaco tropico. Dal momento che il Tetrabiblos divenne presto
l'opera fondamentale dell'astrologia occidentale, tutta la tradizione
astrologica successiva si costrui' sul principio dello zodiaco tropico.
La sostituzione dello zodiaco siderale
con quello tropico al tempo di Tolomeo e nei due secoli successivi
fu ulteriormente favorita da una circostanza particolare: in quel
tempo lo zodiaco tropico corrispondeva praticamente con la definizione
spaziale dello zodiaco siderale. Ai tempi di Tolomeo, il cui catalogo
delle stelle e' datato 138 a.C., il punto vernale, che nello zodiaco
tropico e' situato a 0° Ariete, si trovava ad 1° Ariete nello
zodiaco siderale, cioe' c'era soltanto 1° di differenza tra i
due zodiaci.
Dopo la morte di Tolomeo il punto vernale si sposto' lentamente indietro,
da l° a 0° Ariete. Cio' avvenne grazie al fenomeno della precessione
degli equinozi, in base al quale il punto vernale si sposta all'indietro
nello zodiaco di l° ogni 72 anni. Il punto vernale raggiunse 0°
Ariete nello zodiaco siderale nell'anno 221 d.C. A quel tempo quindi
i due zodiaci corrispondevano esattamente tra loro, e non c'era differenza
a far uso dell'uno o dell'altro. Per tale motivo non ci deve stupire
il fatto che lo zodiaco siderale sparisse senza lasciare traccia.
La riscoperta dello zodiaco siderale
Nel 1893 Joseph Epping e Josef Strassmeier, studiosi di assirologia,
annunciarono la loro riscoperta dell'originario zodiaco siderale,
grazie alla decifrazione di tavolette d'argilla in scrittura cuneiforme
trovate a Babilonia e custodite al British Museum.
Dopo la morte di Epping nel 1894 il suo lavoro fu continuato da Franz
Kugler. Egli descrive lo zodiaco siderale nel suo libro, apparso dall'inizio
del secolo, relativo alle oservazioni della luna condotte dai babilonesi.
Grazie al lavoro pioneristico condotto da questi tre assirologi lo
zodiaco siderale torno' ad essere noto in occidente e la conoscenza
dello zodiaco babilonese si diffuse in maniera sempre maggiore attraverso
le pubblicazioni di vari storici della scienza del nostro secolo,
tra i quali vanno citati soprattutto Otto Neugebauer e B.L. van der
Waerden.
Lo zodiaco astronomico a confronto
con quello siderale
Verso la meta' del secolo due astrologi occidentali – Cyril
Fagan e Doinald Bradley pubblicarono libri riguardanti lo zodiaco
babilonese. Sollecitato dalle pubblicazioni di Kugler, Neugebauer
e van der Waerden, Fagan scrisse un libro sulle basi storiche dello
zodiaco, nel quale utilizzava i risultati della ricerca di' questi
storici della scienza, per dimostrare che lo zodiaco utilizzato originariamente
in occidente era quello siderale e che in esso Spica si trovava a
29° della Vergine. Prima di conoscere lo zodiaco dei babilonesi,
Fagan era dell'opinione che lo zodiaco siderale venisse definito in
relazione a Spica, e che questa si trovasse a 0° della Bilancia,
come indicato dall'astrologia indiana. Ma in seguito, grazie ai libri
di Kugler, Neugebauer e van der Waeden, avrebbe capito che nell'originario
zodiaco siderale Spica era situata a 29° Vergine. Grazie a Fagan
Donald Bradley venne a conoscenza dello zodiaco siderale e condusse
ampie ricerche statistiche sulla longitudine del sole, della luna
e dei pianeti negli oroscopi di 2492 importanti uomini di chiesa,
che mostrarono come la distribuzione delle posizioni (soprattutto
di quelle del sole) si addensasse in settori di 30° che corrispondevano
ai segni dell'originario zodiaco siderale. Al tempo di queste pubblicazioni,
verso la meta' del secolo, tanto Fagan quanto Bradley ritenevano che
Spica a 29° della Vergine, fosse il piu' importante punto di riferimento
per la suddivisione dello zodiaco siderale, ma in seguito Fagan concluse
correttamente che Aldebaran, a 15° Toro, costituisse il vero punto
di riferimento dello zodiaco siderale. Nell'antichita' tutte le longitudini
delle stelle e dei pianeti vennero calcolate a partire da Aldebaran,
oppure dalla stella opposta, Antares nello Scorpione.
Grazie alla pubblicazione delle Effemeridi
Siderali Americane (1981) lo zodiaco siderale si diffuse sempre piu'
in occidente, soprattutto tra gli astrologi. Tuttavia tra gli astronomi
suscita meraviglia la rappresentazione di 12 suddivisioni dello zodiaco,
tutte di 30°, in quanto le moderne carte stellari mostrano che
le 12 costellazioni sono di dimensioni ben diverse tra loro. Ad esempio
laVergine occupa ben 44° dello zodiaco, mentre la Bilancia soltanto
23°. Bisognerebbe percio' stabilire delle differenze dallo zodiaco
siderale con i suoi 12 segni di uguale ampiezza. Per spiegare tale
differenza e' utile esaminare brevemente lo sfondo storico dello zodiaco
astronomico.
Lo zodiaco astronomico
Lo zodiaco astronomico si puo' far risalire a Tolomeo, il gia' citato
astronomo greco che ebbe grossa influenza sull'astrologia occidentale,
come abbiamo indicato. Ogni atlante stellare, ogni carta del cielo
si basa sul catalogo stellare di Tolomeo, riportato nel settimo ed
ottavo libro dell' Almagesto. Lo stesso Tolomeo aveva fatto uso di
un precedene catalogo di stelle redatto dall'astronomo Ipparco, che
aveva definito per primo lo zodiaco tropico e che avrebbe scoperto
il fenomeno della precessione degli equinozi. Tolomeo scrive nell'Almagesto
di aver compilato in maniera autonoma il proprio catalogo, basandosi
pero' su formulazioni precedenti.
«Per ogni costellazione noi non abbiamo fatto uso delle identiche
configurazioni dei nostri predecessori. Spesso ne abbiamo utilizzate
altre, in quanto piu' precise e corrette - ad esempio abbiamo indicato
le stelle, che Ipparco colloca alle spalle della Vergine, come i suoi
lati, in quanto la loro distanza dalle stelle che formano il capo
e' maggiore di quella dalle mani».
Contrariamente alla suddivisione babilonese della fascia zodiacale
in 12 segni uguali, il catalogo delle stelle di Tolomeo definisce
12 costellazioni di grandezza diversa, che formano insieme lo zodiaco
astronomico. In totale Tolomeo ha catalogato 1022 stelle, e tra queste
ha definito, accanto alle 12 dello zodiaco, altre 36 costellazioni.
La comparsa dello zodiaco astronomico
di Tolomeo sopra descritto, nel secondo secolo dopo Cristo, ha rappresentato
il culmine di una lunga vicenda di suddivisioni dello zodiaco, che
potremmo riassumere come segue:
1.Il sistema delle «stelle reggenti» babilonese (VII secolo
a.C.)
2. Lo zodiaco siderale babilonese
(VI secolo a.C., o inizio del V)
3. Catalogo delle stelle e zodiaco
di Ipparco (II secolo a.C.)
4. Catalogo delle stelle e zodiaco
di Tolomeo (II secolo d.C.)
Si tratta di una sintesi molto schematica, dal momento che sono state
tralasciate molte importanti tappe intermedie che non potevamo prendere
in considerazione in questa sede.
Per rendere piu' facile un confronto tra i vari tipi di zodiaco, la
fig. 3 indica i punti 0° dell'Ariete, Cancro, Bilancia e Capricorno
nello zodiaco tropico, e le costellazioni di grandezza diversa (Ariete,
Toro, Gemelli, ecc. secondo la definizione dello zodiaco astronomico
dell'Associazione Astronomica Internazionale) in relazione ai segni
di 30° dello zodiaco siderale, nel quale i confini delle costellazioni
hanno le sottoelencate posizioni nei segni siderali:
Malgrado lo zodiaco astronomico
abbia un'origine autonoma rispetto allo zodiaco siderale babilonese
(cioe' legata alle osservazioni di Tolomeo), esistono delle somiglianze
tra i due. La maggior parte delle costellazioni dello zodiaco astronomico
possono venir derivate dalle costellazioni siderali, spostando semplicemente
di un paio di gradi avanti o indietro i confini dei segni (ad eccezione
di quello tra Vergine e Bilancia, in quanto la Vergine si spinge fino
alla meta' della Bilancia).
Lo zodiaco babilonese puo' quindi venir considerato la suddivisione
archetipica della fascia delle stelle fisse dello zodiaco.
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