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IL GRANDE DIBATTITO ZODIACALE

di Bruce Scofield, traduzione di Angela Castello



Lo Zodiaco Siderale

I critici dell'astrologia spesso dichiarano che gli "astrologi" - un gruppo generico che include dilettanti, studenti qualificati e astrologi praticanti - sono disinformati circa l'esistenza di due zodiaci. Essi potrebbero aver ragione sui primi ma certamente non sugli altri due sottogruppi. Non ci sono scuse per chiunque si fregi oggigiorno del titolo di "astrologo" ed ignori l'esistenza di questo complesso problema. Almeno negli ultimi 40 anni, molti testi astrologici qualificati hanno rivolto la loro attenzione al dibattito tropico-siderale. Ma quali sono esattamente le differenze tra questi due zodiaci, soprattutto in ordine all'analisi simbolica? Purtroppo, questo argomento non e' stato esaurientemente trattato, cosi' ci troviamo ancora con una profonda ed irrisolta controversia che ossessiona la nostra area di studio.

Il grande astrologo Giovanni Keplero aveva la soluzione per questo problema. Egli sostanzialmente abbandono' lo zodiaco e costrui' il suo sistema astrologico intorno agli aspetti tra pianeti. Credeva, infatti, che lo zodiaco in se' fosse un esercizio di geometria umana che serviva in primo luogo ad aiutare la memoria degli astrologi mentre calcolavano gli aspetti. All'argomento che lo zodiaco riflette il ciclo delle stagioni, rispondeva:

"Nessun esperimento dimostra che i dodici segni siano ripartiti qualitativamente - specialmente se si tiene conto del fatto che, nell'altra zona temperata (cioe', Emisfero Sud), i segni che ci riscaldano dovrebbero essere considerati freddi, e viceversa.".

Un altro antico astrologo-scienziato, John Goad, segui' Keplero sulla stessa strada. Nel tardo XVII° secolo, Goad pubblico' uno studio molto completo di astrometeorologia che fondamentalmente ignorava i segni dello zodiaco. Ma la tradizione dello zodiaco tropicale persisteva, e le riforme di Keplero furono, alla fine, dimenticate.

Negli ultimi anni '60, ho scoperto un movimento di astrologi occidentali interessato alla restaurazione dello zodiaco siderale. L'astrologo irlandese Cyril Fagan aveva iniziato la moderna tradizione "sideralista" negli ultim anni '40; in diverse pubblicazioni, egli si batte' strenuamente per affermare il ruolo delle stelle fisse nella organizzazione della struttura zodiacale. Aveva attratto un piccolo e articolato gruppo di seguaci che includeva Brig. R.C. Firebrace, Donald Bradley, e Rupert Gleadow, ognuno dei quali mori' nel 1974, quattro anni dopo la sua stessa morte. Bradley era un serio ricercatore che pubblico' numerosi studi scientifici di astrologia. Tali ricerche, con sua grande soddisfazione, dimostravano che le stelle fisse Aldebaran e Antares erano posizionate rispettivamente al 15° del Toro e dello Scorpione, e collocavano la stella fissa Spica al 29° della Vergine. Le stelle che sembrano fissare (cioe', definire la struttura del) lo zodiaco siderale sono chiamate stelle di riferimento.

L'American Astrology - forse la migliore rivista astrologica dell'epoca ancora pubblicata - aveva a lungo sostenuto gli astrologi sideralisti e spesso stampato gli articoli dei piu' preminenti fra essi. Io ne ero affascinato, cosi' incominciai ad interessarmi di questa branca dell'astrologia, leggendo Fagan e Gleadow e poi affrontando il libro di Bradley sulle rivoluzioni solari e lunari. Mi tuffai nei calcoli manuali di rivoluzioni solari, rivoluzioni trimestrali, e semi-rivoluzioni sia nello zodiaco tropicale che siderale. La metodologia di Bradley non implicava l'interpretazione dei segni; era basata essenzialmente sull'angolarita' dei pianeti al momento di rivoluzione. Percio', non c'era bisogno di fare conversioni dallo zodiaco tropicale a quello siderale; bastava soltanto tenere presente la precessione. Calcolando tutte queste rivoluzioni nei due sistemi ho scoperto che funzionavano entrambi - ma non necessariamente nello stesso tempo. Per molti anni, seguii da vicino una serie di rivoluzioni lunari in entrambi gli zodiaci. Per lo piu', le rivoluzioni dello zodiaco tropicale sembravano descrivere gli eventi meglio di quello siderale. Ma, ogni tanto, erano le rivoluzioni siderali a simboleggiare chiaramente gli eventi stessi. La mia confusione aumento'.

Alcuni anni piu' tardi, mi imbattei in A. H. Blackwell, un famoso sideralista, e ben presto diventammo amici. A. H., come era conosciuto da molti, pensava di avere uno stellium in Bilancia - nello zodiaco siderale. Tuttavia questo stellium diventava Scorpione in quello tropicale. Sebbene mi arrovellassi il cervello, non riuscii mai a vedere qualcosa in lui che assomigliasse anche da lontano alla Bilancia. Sempre in quel periodo, incominciai anche ad esplorare quella che allora veniva denominata astrologia indiana. Tutti sappiamo che il sistema vedico usa una o l'altra versione dello zodiaco siderale - le leggere divergenze tra queste versioni dipendono dall'ayanamsha (la differenza in gradi tra lo zodiaco tropicale e quello siderale) che si usa. Dopo aver letto una quantita' di testi su questo sistema, mi sembro' evidente che l'astrologia vedica, piuttosto che dare rilievo alle intuizioni psicologiche, si interessava maggiormente degli eventi.

Che cosa sta realmente accadendo? Poiche' nessuno tra i sostenitori occidentali od orientali dello zodiaco siderale aveva scavato profondamente nelle sottigliezze e nelle dinamiche della personalita' umana, incominciai a studiare Dane Rudhyar. Ebbi la fortuna di ascoltarlo in persona uno o due anni prima che morisse. Secondo me, Rudhyar rimane l'astrologo piu' importante del XX° secolo. Aveva sempre qualcosa di intelligente da dire su qualsiasi problema astrologico, incluso quello tropico-siderale. Egli scrisse che lo zodiaco siderale, cioe' quello basato sulle costellazioni, era un prodotto della capacita' psichica umana di creare miti. Le costellazioni (raggruppamenti di stelle) sono le tracce di un'eta' piu' antica che vide il sorgere dell'agricoltura, ma non sono rilevanti nell'epoca attuale. Egli deprecava che entrambi gli zodiaci usassero gli stessi nomi per la divisione in dodici del cerchio annuale, e considerava lo zodiaco tropicale come la struttura piu' adatta per inquadrare l'evoluzione del genere umano. Inoltre, Rudhyar pensava che la cosiddetta precessione dello zodiaco avrebbe dovuto essere vista in modo completamente diverso: le costellazioni avrebbero dovuto essere concepite come se si muovessero in avanti attraverso lo zodiaco tropicale, proprio come fanno i pianeti. Di conseguenza, si dovrebbe dire che, attualmente, la costellazione dei Pesci sta procedendo attraverso il segno dell'Ariete.

Per molti anni mi sono chiesto: come mai persiste l'idea che i segni siderali dello zodiaco funzionino in realta' indipendentemente da quelli dello zodiaco tropicale? La mia risposta implica il concetto che molte persone non siano capaci di pensare in maniera chiara e netta sulla tipologia zodiacale, cioe' sulle differenze personali. D'altra parte, ho sempre immaginato che qualsiasi sistema astrologico potesse sopravvivere finche' fosse stato in grado di fornire qualcosa di utile - cioe', metodologie previsionali - che non ha niente a che vedere con i segni. Ho anche osservato che molti esperti in astrologia tecnica non sono ugualmente abili nel gestire le interpretazioni personali, e viceversa. Cio' si riferisce al fatto che gli astrologi sideralisti da me incontrati tendevano ad essere astrologi tecnici. Percio', per anni, ho utilizzato la mia sensazione di una generica mancanza di autoconoscenza e intuizione psicologica da parte dei sideralisti come un' opportuna base logica per spiegare perche' il dibattito tropico-siderale sia andato avanti per cosi' lungo tempo.

Ancora oggi, credo che tanti non sappiano come osservarsi obiettivamente. Allora, come si procede? Senza dubbio, c'e' un ragionevole numero di ottimi astrologi che hanno un eccellente insight sulle facolta' umane. Questo gruppo - se potesse venire selezionato in maniera appropriata - costituirebbe un ambiente ideale per un qualche tipo di ricerca che contrappone i due zodiaci. Santo cielo, questo sa proprio di elitarismo! (Pero', ammettiamolo, non tutti possono suonare la chitarra come Jimi Hendrix). Curiosamente, qualche collega pensa che la faccenda sia gia' sistemata. Scommetto che ci sono in giro astrologi che affermano di conoscere esattamente le differenze tra i due zodiaci. Naturalmente, metterei in dubbio tali affermazioni. Forse questi astrologi stanno pubblicizzando la loro interpretazione con un semplice bluff, allo stesso modo di quei predicatori che espongono le loro leggi morali basate interamente sulle antiche scritture? Chi puo' davvero sapere con assoluta certezza che lo zodiaco siderale e' un codice di sviluppo spirituale o che lo zodiaco tropicale e' la chiave per tutto cio' che ci accade sulla Terra?

Bene, grazie ad Urano, non ho ancora l'autorita' per esprimermi su questo spinoso soggetto! Sebbene, in genere, sia d'accordo con Rudhyar. Eppure, ci sono altri studi: l'opera di Donald Bradley non dovrebbe essere ignorata, ed essa sostiene un tipo di influenza astrologica orientata sulle stelle fisse. Qualche volta la correzione precessionale sembra che funzioni con le carte di rivoluzione - secondo me, almeno. Molto tempo fa, Robert Hand suggeriva che la correzione precessionale poteva anche essere applicata ai transiti. Ma tale correzione e' una cosa. Uno zodiaco zodiacale separato con una interpretazione dei dodici segni molto simile a quella dello zodiaco tropicale (e con gli stessi nomi) e' un problema molto piu' grande. Personalmente, io posso permettermi di lasciar correre ed andare avanti con la mia vita. Il mio Sole natale si trova negli ultimi gradi del Cancro, percio' io resto Cancro qualsiasi prospettiva venga usata. Per fortuna!

Da The Mountain Astrologer, n.102, Aprile/Maggio 2002
Successivamente pubblicato su Linguaggio Astrale n° 128 dell'Autunno 2002




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